Paola Caruso, la rinascita dopo l’inferno

Paola Caruso a storie al bivio

Paola Caruso racconta un inizio d’anno speciale e il sogno realizzato di suo figlio Michelino sulla neve per la prima volta

“È stato un inizio d’anno molto effervescente”. Paola Caruso apre così il suo racconto, con il sorriso di chi ha attraversato il dolore ma oggi guarda di nuovo avanti. Ospite di Storie al Bivio, l’ex Bonas di Avanti un altro ha condiviso uno dei momenti più emozionanti della sua vita recente: la prima volta di suo figlio Michelino sulla neve.

Un sogno realizzato

Per tre anni quel sogno era stato impossibile. Dopo la grave lesione al nervo della gamba destra causata da una puntura sbagliata, Michelino poteva indossare solo scarpe ortopediche e non riusciva nemmeno a infilare i doposci. Quest’anno, però, Paola è riuscita a portarlo finalmente in montagna. “Era impazzito dalla gioia. Continuava a dire ‘mamma la neve, mamma la neve’. Il suo sogno era fare l’angelo nella neve. Quando lo ha fatto mi ha detto: ‘Mamma, ho fatto l’angelo’”.

Un momento semplice, ma carico di significato per una madre che ha visto suo figlio affrontare più di quanto dovrebbe fare un bambino. Il racconto si fa più duro quando si parla del padre di Michelino. Paola non usa giri di parole: “Sono due anni che Michi non vede né sente suo padre. Nemmeno un messaggio di auguri, nemmeno quando era in America per un intervento. Zero. Assente sotto ogni punto di vista: morale, affettivo, economico”.

E il bambino se ne accorge. A Natale, seduti da soli a tavola, Michelino le ha fatto una domanda che l’ha spezzata: “Mi ha detto: ‘Mamma, io sono un po’ diverso dai miei compagni? Loro hanno papà, zii, nonni… io ho solo te’. Questa cosa mi ha fatto male come una coltellata”. Paola ribadisce di avere fiducia nella giustizia, ma intanto nella vita di suo figlio c’è una sola certezza: lei.

“Sono mamma e papà. Tutto quello che faccio è per lui”

Paola Caruso racconta una maternità totale, senza reti di protezione. “In ogni scelta che faccio, anche la più piccola, penso prima a lui. Quando vado a fare la spesa prendo quello che piace a Michelino, poi eventualmente penso a me”, ha detto fiera di mettersi sempre al secondo posto per vedere felice lui.

Anche la vita sentimentale ne ha risentito: “Mi sono privata di tante cose. Anche solo l’idea di un weekend con qualcuno mi faceva sentire in colpa, perché non lo lascerei mai al padre, ma a persone estranee. E allora rinunci”. Poi svela il percorso medico del bambino, che è stato durissimo: sei o sette anestesie totali, due interventi di sei ore, l’ultimo lo scorso Natale in America. A maggio arriverà un controllo decisivo. “Crescendo, senza i muscoli nella gamba destra, rischia problemi anche alle ossa. Probabilmente dovremo affrontare un altro intervento”, ha detto.

Paola guarda il 2026 come l’anno della rinascita. Il 2025 è stato devastante: la morte del padre, della madre, il matrimonio annullato, il cavallo, gli interventi del figlio. “Ho perso tutto. Ma ora sento che qualcosa è cambiato. Questo 2026 è la mia rinascita, il mio riscatto. È arrivato il momento di prendermi quello che la vita mi ha tolto”. E negli occhi, finalmente, si rivede una luce nuova.

Continua a seguire  Angolo delle Notizie. Siamo anche su  Telegram e  WhatsApp