Martedì 27 gennaio non perdere Farwest con Salvo Sottile: un’inchiesta sulla tragedia dei ragazzi morti a Crans-Montana
Una ferita ancora aperta, una decisione giudiziaria che fa discutere e il dolore di famiglie che chiedono giustizia. Martedì 27 gennaio alle 21.20 su Rai 3, Farwest, con Salvo Sottile, è pronto ad occuparsi della tragedia dei ragazzi morti a Crans-Montana, con un’inchiesta che promette di andare a fondo, dando spazio alle voci di chi è rimasto schiacciato dal dolore e dall’indifferenza.
Il dolore di chi resta a guardare
Nel presentare la puntata, Salvo Sottile ha scelto di mettersi idealmente nei panni di Andrea Costanzo, padre di Chiara, la ragazza di 16 anni morta soffocata nel locale adibito a discoteca che, secondo quanto emerso, non avrebbe nemmeno dovuto esistere. “Mi sono messo nei panni del padre di Chiara Costanzo, un uomo che ha perso una figlia di 16 anni, morta soffocata in una discoteca che non doveva nemmeno esistere”, dice nel video.
Un dolore che Costanzo racconta con parole appena sussurrate: “L’unica cosa che mi tiene in vita è sapere che un giorno ci sarà giustizia, ma dopo una decisione come questa vacillo”. Il riferimento è alla scarcerazione di Jacques Moretti, uscito dal carcere dopo aver pagato una cauzione di 200mila franchi. Una cifra che, per un genitore che ha perso una figlia, appare come un’offesa insopportabile. “È come spargere sale su una ferita che non si rimargina mai”.
“La vita dei ragazzi aveva un prezzo?”
Sottile pone una riflessione durissima: “È devastante sapere che per una strage di ragazzi si può uscire di prigione pagando, come se la vita di Chiara, di Achille, di Emanuele, di Giovanni, di tutti quei ragazzi morti, avesse un prezzo”. Mentre, secondo quanto raccontato, i Moretti continuerebbero a scaricare le responsabilità su camerieri, vigilantes e istituzioni, resta una domanda centrale: “Ci sono altri indagati oltre ai Moretti? Quelli che dovevano controllare, quelli che dovevano fermare, quelli che hanno autorizzato o hanno chiuso gli occhi”. La risposta, ad oggi, sarebbe negativa. “Dopo tre settimane queste persone sono a fare la bella vita”.
Una promessa tradita
Sottile non risparmia una critica durissima alla gestione dell’inchiesta: “Diciamolo chiaramente, questi genitori sono morti due volte. La prima quando hanno perso i figli, la seconda quando hanno visto che per chi è accusato di tutto questo bastano dei soldi per tornare liberi”. E aggiunge, riferendosi alle dichiarazioni rilasciate subito dopo la tragedia: “E meno male che la procuratrice aveva detto: “Saremo implacabili con i responsabili”. Secondo il conduttore, la sensazione è che in questa vicenda “Tutti finiscano per proteggersi a vicenda: chi indaga, chi governa, chi dovrebbe rispondere politicamente o penalmente”.
Una storia che rischia di trasformarsi, come sottolinea Sottile, “In qualcosa di ancora più indegno: non un’indagine seria su una strage, ma un gioco delle parti, un teatro dove ognuno recita il proprio ruolo mentre chi ha perso tutto resta fuori, umiliato dal dolore e dall’indifferenza”. Per questo Farwest proverà a raccontare ciò che, finora, sarebbe rimasto sotto traccia: “Sotto questa cenere appiccicosa, sotto questa patina di formalità e frasi corrette, c’è una storia di intrecci e di interessi inconfessabili che nessuno ha ancora raccontato. Ci proveremo noi“.
Durante la puntata inoltre un’inchiesta ricostruisce una serie di casi in cui immigrati irregolari, destinatari di fogli di espulsione o con permessi di soggiorno negati, sono rimasti liberi di circolare sul territorio nazionale. Tra rimpatri mai eseguiti, procedimenti giudiziari sospesi e mancanza di controlli efficaci, emergono situazioni che in alcuni casi hanno portato al compimento di crimini gravissimi. Un cortocircuito istituzionale che solleva interrogativi sulla reale capacità dello Stato di garantire sicurezza e legalità.
Stazioni ferroviarie sotto assedio
Un capitolo importante riguarda le stazioni ferroviarie italiane, sempre più al centro dell’attenzione criminale. I numeri parlano chiaro: nel solo 2025 si sono registrate 330 aggressioni al personale Fs. Un dato allarmante che fotografa un clima di crescente tensione e insicurezza nei luoghi di transito quotidiano di milioni di persone.
Armi bianche e giovanissimi
Farwest accende poi i riflettori su un fenomeno inquietante: la diffusione di armi bianche tra giovanissimi, spesso poco più che bambini. Nel viaggio tra i vicoli di Napoli, le nuove leve della criminalità organizzata raccontano quanto sia facile procurarsi coltelli e lame. È spesso da qui che inizia il percorso verso la delinquenza, una porta d’ingresso alla camorra che passa dalla normalizzazione della violenza. L’ appuntamento è a martedì 27 gennaio su Rai 3.
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