Sanremo 2026, i primi ascolti dividono: Fulminacci in pole, delude Elettra Lamborghini

Le prime impressioni sulle canzoni da parte dei giornalisti

Sanremo 2026 si avvicina. Leggi i commenti di Luca Dondoni sui brani in gara e sulle potenzialità degli artisti

A poche settimane dal Festival di Sanremo 2026, iniziano a emergere le prime indicazioni sulle canzoni in gara. Sono stati infatti ascoltati in anteprima tutti e 30 i brani che saliranno sul palco dell’Ariston dal 24 al 28 febbraio. A commentare a caldo è Luca Dondoni, firma storica de La Stampa, che sui social ha condiviso impressioni, entusiasmi e inevitabili delusioni.

Fulminacci in pole position

Secondo Luca Dondoni, se si guarda esclusivamente alla bellezza delle canzoni e non ancora al potenziale televisivo o al voto finale, c’è un nome che spicca più di altri: Fulminacci. Per il giornalista, il cantautore romano avrebbe “tutto” per conquistare pubblico e critica con un brano solido, credibile e destinato a crescere con l’orchestra e le esibizioni dal vivo.

Le promosse: da Mara Sattei a Malika

Tra le canzoni che superano ampiamente la sufficienza, Dondoni cita diversi artisti: Mara Sattei, che sorprende con un vero cambio d’abito musicale. Malika Ayane, definita “davvero notevole”, anche per l’atmosfera scelta, non sempre nelle sue corde. Marco Masini e Fedez, giudicati una coppia che funziona, dopo le buone sensazioni già viste nella serata dei duetti dello scorso Festival. Tra le rivelazioni più interessanti spicca Tredici Pietro, figlio di Gianni Morandi.

Dondoni racconta di essere rimasto colpito da una canzone strutturata e coraggiosa: parte come un brano rap, diventa pop, si svuota e si ricostruisce, con ben tre cambi armonici. Un pezzo che “rimane” e che potrebbe sorprendere anche sul palco dell’Ariston. Occhi puntati anche su Sal Da Vinci, che secondo il giornalista porta una canzone destinata a durare nel tempo. Un brano che potrebbe diventare colonna sonora di matrimoni e cerimonie, e che potrebbe inserirsi a sorpresa nella corsa alla vittoria o almeno nella top five finale.

Le delusioni: Elettra Lamborghini e Nayt

Non mancano le bocciature. La più rumorosa riguarda Elettra Lamborghini, che secondo Dondoni delude “in maniera importante”. Sotto le aspettative anche Nayt, da cui il giornalista si aspettava molto di più: “Pensavo fosse amore, invece era un calesse”, commenta con una citazione ironica.

Dondoni lo sottolinea chiaramente: questi sono i giudizi del primo ascolto. L’orchestra, l’esibizione dal vivo, la narrazione televisiva e l’effetto Ariston potrebbero ribaltare completamente le carte in tavola. Per ora, però, una cosa è certa: Sanremo 2026 si preannuncia ricco di canzoni solide, sorprese inattese e qualche scivolone clamoroso. Tra promesse, conferme e delusioni, l’attesa cresce. Come sempre, sarà il palco dell’Ariston a dare il verdetto finale. Ma una cosa Luca Dondoni la dice senza esitazioni: viva Sanremo!

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