Pierpaolo Pretelli e l’indifferenza che fa paura: la denuncia dell’ex gieffinio

Pierpaolo Pretelli

Pierpaolo Pretelli racconta un episodio scioccante di indifferenza mentre tenta di soccorrere una donna in difficoltà


Essere testimoni di un’emergenza e vedere gli altri voltarsi dall’altra parte. È questo che ha colpito profondamente Pierpaolo Pretelli, protagonista di un episodio che racconta molto più di una semplice disavventura: racconta un modo di stare al mondo.

Il racconto sui social


L’ex gieffino ha affidato a un video su Instagram un racconto incredulo e scosso. Stava rientrando a casa a piedi quando ha notato una signora che non stava bene. Prima si è seduta, poi si è accasciata a terra. Aveva gli occhi sbarrati, non rispondeva alle domande, respirava a fatica, si toccava il petto e tremava, fino ad arrivare a pregare. Pretelli ha subito chiesto aiuto, ha urlato, ha cercato di attirare l’attenzione dei passanti. Ma intorno a lui c’era solo indifferenza. Tante persone guardavano la scena e continuavano a camminare, come se nulla stesse accadendo.


A fermarsi è stata soltanto una ragazza, che ha deciso di aiutarlo. Insieme hanno cercato di capire cosa stesse succedendo e nel frattempo è partita la chiamata all’ambulanza. Due ragazzi che lavoravano nei negozi vicini hanno portato una sedia e chiesto se servissero acqua o zucchero. Pretelli racconta di aver avuto paura, di sentirsi disorientato, di non sapere se stesse facendo la cosa giusta. In un primo momento ha provato ad alzare le gambe della donna, poi ha preferito fermarsi e attendere i soccorsi per non rischiare di peggiorare la situazione. Poco prima dell’arrivo dell’ambulanza, la signora si è ripresa lentamente. Si è seduta, poi si è alzata, non ricordava nulla di quanto accaduto e, nonostante le insistenze, ha deciso di salire su un autobus e andare via, rifiutando ogni controllo medico.

La riflessione


Ciò che più ha colpito Pretelli non è stato solo lo spavento, ma il comportamento di chi assisteva. Persone che passavano davanti a una donna a terra senza fermarsi nemmeno un secondo per chiedere se servisse aiuto. Il suo sfogo è diretto, quasi rabbioso: fermarsi non costa nulla, e quei secondi possono fare la differenza tra la vita e la morte. Oggi è successo a una sconosciuta, domani potrebbe accadere a un amico, a un familiare, o a noi stessi.


Un episodio che si è concluso senza conseguenze gravi, ma che lascia una domanda pesante: quando è diventato normale essere solo spettatori? E soprattutto, cosa ci impedisce di fermarci, anche solo per dire “hai bisogno di aiuto?”.

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