Tommaso Zorzi ricorda con stima Patrizia De Blanck, scomparsa oggi, e la ricorda come la contessa dei vaffa e della vita vera
C’è chi passa nei reality e chi, invece, li attraversa lasciando un segno. Patrizia De Blanck, morta questa notte, ha lasciato un dolore implacabile nella vita non solo della figlia, ma anche dei fan. A la Volta Buona è stata ricordata come una donna che apparteneva alla seconda categoria: aristocratica e popolare, ironica e spigolosa, capace di sdrammatizzare anche le convivenze più estenuanti. Un personaggio che, a distanza di tempo, continua a essere ricordato con affetto autentico.
Il racconto di Tommaso Zorzi
Nel racconto di Tommaso Zorzi, che ha condiviso con lei l’esperienza del Grande Fratello, ha svelato che Patrizia era “un sorso d’acqua fresca”. I suoi celebri vaffa non erano mai cattiveria: erano un modo per spezzare la tensione di un format che vive di dinamiche continue e tempo sospeso. Tre mesi a stretto contatto bastano per capire le persone, e con lei il ricordo diventa tenerezza.
“La contessa era un pozzo di storie“, ha detto il conduttore, aggiungendo che aveva vissuto la Dolce Vita romana e la raccontava con nomi, luoghi e dettagli che riportavano agli anni Cinquanta, al jet set internazionale, agli amori e alle ombre. Quando qualcuno le attribuiva la relazione con Onassis, lei sorrideva e puntualizzava con autoironia: “Era il figlio”. Sempre pronta a smontare il mito senza rinnegare la leggenda.
L’ultima apparizione sui social, per il suo 85° compleanno, era arrivata grazie alla figlia Giada: un video semplice, vero, come lei. In televisione, a La Volta buona, Zorzi l’ha ricordata con parole che restituiscono la sua essenza: la capacità di mescolare aristocrazia e strada, notti lunghe e mattine lucidissime.
Tra i ricordi più belli, quello condiviso dal direttore di Vero insieme a Igor Righetti, regista e autore di uno degli ultimi lavori cinematografici di Patrizia. Amica-nemica di Marina Ripa di Meana, capace di litigi furibondi e pacificazioni memorabili, finivano a bowling all’Acqua Acetosa o ai baracchini degli hot dog alle quattro del mattino. Poi lei, alle sette, in macchina come se nulla fosse. E se la chiamavi alle undici e mezza, ti rispondeva: “Perché mi chiami a quest’ora della notte?”. Un’eterna ragazza che, col tempo, aveva solo reso più umani i suoi orari, senza perdere la lucidità tagliente con cui commentava i giornali: “Oddio, che manicomio”.
Patrizia De Blanck è stata tutto questo: libera, contraddittoria, generosa di aneddoti e di vita. Una donna che ha saputo stare dentro e fuori i salotti, dentro e fuori la televisione, senza mai perdere il sorriso. E forse è proprio per questo che, oggi, il suo ricordo, come ricorda Tommaso Zorzi, fa bene come un sorso d’acqua fresca.
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