Enrico Nigiotti si presenta a Sanremo 2026 con “Ogni volta che non so volare” con uno stile essenziale e autentico che colpisce i suoi fan
Il ritorno di Enrico Nigiotti al Festival è uno di quei momenti che non hanno bisogno di troppi effetti speciali. Basta lui, un collarino portato con disinvoltura, uno sguardo sincero e quella capacità rara di parlare del tempo che passa senza retorica. Sul carpet di Sanremo si è presentato elegante, sicuro, lontano da ogni eccesso: “Mi sono piaciuto? Sì, ero contento. Si può sempre dare di più, ma sono contento”, ha detto con la schiettezza che lo contraddistingue a La Volta in diretta.
Il look che si commenta da solo
Elegante ma non costruito, con quella collana che ha acceso il dibattito in studio tra ironie e battute. “Meno tamarro”, hanno scherzato, sottolineando come il suo stile fosse essenziale, pulito, mai sopra le righe. Nessun eccesso, nessuna posa forzata. Nigiotti è salito e sceso dal palco con naturalezza, come chi sa che la vera forza sta nel contenuto, non nell’apparenza. E in effetti, più del look, a colpire è stata la sostanza.
Durante l’intervista, il cantautore ha toccato un tema universale: il tempo, che ti porta via le persone e la bellezza. “Non lasciamo indietro il vecchio e i capelli da ragazzo, il tempo corre quanto… sorpassa e poi ti ruba il posto”, recita la sua canzone. Parole che raccontano una maturità nuova, consapevole.
Nigiotti ha parlato della pioggia e del sole come metafora della vita: serve anche la sofferenza, perché è quella che ti fa comprendere meglio la felicità. E quando gli hanno ricordato che spesso gli artisti scrivono meglio nel dolore, la sua risposta è stata semplice e disarmante:
“Quando sei triste scrivi, quando sei felice esci.”
Una frase che riassume perfettamente il suo modo di vivere la musica. Terza volta a Sanremo, ma con uno spirito diverso. Per lui è la terza partecipazione al Festival, ma con uno spirito completamente rinnovato. Non è il Festival ad aver generato la canzone, ma il contrario:
“È la canzone che mi ha fatto pensare al Festival, non il Festival che mi ha fatto pensare alla canzone.” Un’affermazione che racconta rispetto per il palco dell’Ariston, ma soprattutto autenticità artistica. Nigiotti non insegue Sanremo: ci arriva quando sente di avere qualcosa da dire.
C’è stato spazio anche per sorridere: l’età (“38 dai, 39 a giugno”), il segno zodiacale (Gemelli, 11 giugno), le battute in studio. Ma dietro quella leggerezza c’è un artista che ha imparato ad accettare il tempo, le cadute, la pioggia e il sole. E forse è proprio questa consapevolezza che oggi rende il suo ritorno così potente. Stasera il pubblico potrà riascoltarlo e apprezzarlo.
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