La serata Cover di Sanremo 2026 ha portato alla ribalta Ditonellapiaga e il suo omaggio ai grandi della musica
La serata delle Cover si conferma, ancora una volta, uno dei momenti più attesi del Festival. Un viaggio tra passato e presente, tra memoria e reinterpretazione. E ieri sera abbiamo assistito a un vero e proprio omaggio ai pilastri della musica nazionale e internazionale, con un’attenzione particolare alla tradizione americana che ha fatto scuola.
Al centro della scena, la vittoria di Ditonellapiaga, che ha scelto di osare e di puntare su un brano storico del 1937, The Lady is a Tramp, firmato dal duo leggendario Rodgers e Lorenz Hart, tra i giganti del musical di Broadway e del cinema musicale americano. Con il suo look audace e la presenza scenica travolgente, la cantante ha riportato alla mente l’iconica Jessica Rabbit, trasformando il palco in una vera e propria macchina del tempo e facendo sentire il pubblico catapultato in un’altra epoca.
Un azzardo riuscito
La scelta non era affatto scontata. Parliamo di un pezzo diventato nel tempo cavallo di battaglia di Frank Sinatra, che ne ha fatto una versione swing diventata simbolo del suo repertorio simbolo di un’epoca, di uno stile, di quella dizione impeccabile e di quella capacità unica di “abitare” il brano con eleganza e carisma. Un’eredità pesante. Eppure Ditonellapiaga ha saputo “toccare” quel repertorio con rispetto ma senza timore reverenziale. Non ha imitato, non ha forzato: ha reinterpretato. Ha portato sul palco un equilibrio interessante tra classicità e personalità contemporanea.
Fondamentale anche la scelta del partner – definito da qualcuno “folkloristico” – che ha aggiunto una sfumatura scenica inaspettata, contribuendo a rendere l’esibizione meno museale e più viva. Una lettura moderna di un brano che nasce nel cuore del musical americano ma che, nella sua essenza, parla ancora oggi.
La serata delle cover, nel complesso, ha mostrato due approcci: chi ha scelto la filologia pura e chi, invece, ha cercato di piegare il passato alla propria identità artistica. Ditonellapiaga ha fatto la seconda cosa, ed è probabilmente questo che ha convinto giuria e pubblico. Non si è limitata a riprodurre un’icona: ha preso un pezzo legato all’immaginario di Broadway, passato per la voce di Sinatra e radicato nella cultura del New Jersey, e lo ha portato dentro il suo mondo.
Nel contesto di una serata ricca di grandi omaggi e interpretazioni solide, la sua vittoria appare coerente con lo spirito della cover: non semplice tributo, ma dialogo tra epoche. Forse non la scelta più prevedibile. Ma proprio per questo la più interessante. E in una serata che celebrava la memoria musicale, è stato premiato chi ha saputo farla respirare ancora.
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