Pupo difende Alfonso Signorini, dopo le accuse che ha subito, rivelando la sua esperienza al Grande Fratello Vip durante la pandemia
Il caso che sta travolgendo Alfonso Signorini continua a dividere l’opinione pubblica, ma ora arriva una presa di posizione destinata a far discutere. A parlare è Pupo, che per due stagioni ha lavorato al suo fianco durante le edizioni del Grande Fratello Vip nel periodo più difficile, quello della pandemia. Le sue parole, pubblicate su Il Resto del Carlino, suonano come una vera e propria difesa pubblica del conduttore Mediaset.
Le difese di Pupo
Pupo parte dalla sua esperienza personale per spiegare perché non crede alle accuse che stanno investendo Signorini. Il cantante e opinionista sottolinea di aver condiviso con lui due anni intensi di lavoro, conoscendolo anche nei momenti più delicati: “Sono stato a stretto contatto con Alfonso Signorini per due intense stagioni del Grande Fratello Vip. Erano le edizioni del Covid. Credo di conoscerlo abbastanza bene. Sicuramente ci sono in lui, come in quasi tutti noi che facciamo questo mestiere, atteggiamenti che possono essere discutibili e magari anche borderline ma, secondo me, nulla a che fare con tutto quello che gli stanno gettando addosso”. Una frase che pesa come un macigno, perché separa i difetti umani dalle accuse più gravi che stanno circolando in queste settimane.
Poi Pupo allarga il discorso al funzionamento del Grande Fratello, ricordando che Signorini non è l’unico a decidere cosa accade nel programma: “Il deus ex machina del GF Vip e Nip non è solo il conduttore. Dietro di lui ci sono società e addetti ai lavori di primissimo livello. Mediaset, Endemol, i capi progetto e gli autori che, fra l’altro, io conosco benissimo e, su molti dei quali, metterei la mano sul fuoco”.
Un’organizzazione dietro al reality
Un passaggio chiave che smonta l’idea di un Signorini isolato e onnipotente, evidenziando invece un sistema complesso e strutturato dietro il reality più discusso della tv italiana. Nella parte finale del suo intervento, Pupo guarda oltre il singolo caso e punta il dito contro un meccanismo più grande, quello delle fake news e delle gogna mediatiche.
“A mio avviso, anche questa situazione si risolverà in un nulla di fatto e andrà ad aggiungersi al lunghissimo elenco di fake news che stanno togliendo qualità e gioia al nostro lavoro. L’unica vera colpa che abbiamo è quella di non esserci opposti, anzi di aver contribuito alla creazione di un mondo così. Questo è grave”, ha così detto. Parole che sanno di denuncia di un clima sempre più tossico, dove le accuse viaggiano più veloci della verità e la televisione finisce sotto il fuoco incrociato dei social.
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