Teresa Cilia rompe il silenzio: “Per anni diffamata, la vera vittima sono stata io”

Teresa Cilia, le sue parole sulle denunce

L’ex volto di Uomini e Donne torna a parlare della lunga battaglia legale con Raffaella Mennoia e respinge le accuse


Dopo anni di silenzio forzato, Teresa Cilia torna a far sentire la propria voce. L’ex tronista di Uomini e Donne, tirata in ballo anche di recente da Fabrizio Corona, ha pubblicato un lungo sfogo sui social per chiarire definitivamente la sua posizione nella vicenda giudiziaria che l’ha vista contrapposta a Raffaella Mennoia, storica autrice e braccio destro di Maria De Filippi.

Una vicenda che l’ha profondamente segnata

Cilia racconta di essere stata per anni oggetto di critiche e dubbi sulla sua buona fede, quasi come se le sue dichiarazioni fossero frutto di “teatro” o esagerazioni. Un’accusa che respinge con decisione, spiegando di aver vissuto un lungo periodo in cui non le era consentito replicare pubblicamente, a causa di una diffida e di una querela per diffamazione aggravata a mezzo stampa.

Nel frattempo, sottolinea, sui social sarebbero comparsi post e dichiarazioni che parlavano non solo di diffamazione e calunnia, ma addirittura di presunti tentativi di estorsione. Un’accusa gravissima, che però – precisa Cilia – non sarebbe mai stata formalizzata nei suoi confronti con una denuncia specifica.

“Essere associata a parole come estorsione ha avuto conseguenze pesanti sulla mia vita lavorativa e personale”, spiega, aggiungendo di aver dovuto fornire spiegazioni a familiari e datori di lavoro senza poter difendere pubblicamente la propria immagine. Una situazione che definisce profondamente ingiusta e dolorosa.

Secondo il suo racconto, inoltre, i rinvii del procedimento non sarebbero mai dipesi da sue assenze in aula, come invece sarebbe stato lasciato intendere in alcune ricostruzioni. Oggi, a distanza di sei anni, Cilia afferma che la giustizia abbia fatto il suo corso e che l’esito le abbia dato ragione.

La domanda che l’ex tronista lascia aperta è netta: perché parlare per anni di una “verità” mai raccontata, accusando pubblicamente, mentre la controparte era costretta al silenzio? E soprattutto, perché utilizzare i social per lanciare accuse così gravi senza sostenerle nelle sedi opportune?

“Non ho cercato hype”, ribadisce Teresa Cilia, “ho parlato solo quando ho avuto le carte in mano”. Un messaggio diretto a chi, in questi anni, ha messo in discussione la sua credibilità e il suo dolore, invitando tutti a riflettere sul peso delle parole e sulle conseguenze che possono avere quando diventano pubbliche.

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