Amici, Mattia Zenzola ambassador: un progetto per i più piccoli

Mattia Zenzola

Mattia Zenzola, ambassador per il progetto ‘Sogna e credici’, racconta la sua esperienza e la forza di rialzarsi dopo ogni caduta

Dai sogni coltivati sul divano di casa alle cadute che insegnano a rialzarsi, Mattia Zenzola è oggi il volto scelto per raccontare ai più piccoli che credere in sé stessi è possibile, anche quando il percorso è in salita. A 22 anni, il ballerino è ambassador della nuova edizione di Sogna e credici fino alle stelle, il progetto di Pan di Stelle che coinvolgerà circa 3.000 classi della scuola primaria in tutta Italia.

Non bisogna mai smettere di sognare

Un’iniziativa che parla di sogni, sì, ma anche di fragilità, difficoltà e cadute, elementi che fanno parte di ogni percorso di crescita. Mattia lo sa bene. Nonostante i bei ricordi dell’infanzia, racconta di essersi sentito presto un bambino “controcorrente”, con la costante sensazione di essere sbagliato.

“La maggioranza dei miei compagni giocava a calcio, mentre io volevo solo ballare”, spiega. Una passione trasmessa dalla mamma e dalla nonna, diventata presto il suo linguaggio più autentico: “Avevo difficoltà a esprimermi e a relazionarmi con gli altri. La danza era la mia voce”.

Ha svelato a Vanity Fair di essersi avvinato al calcio ci ha provato a praticarlo, ma senza risultati. La danza, invece, gli ha permesso di aprirsi, di trovare un luogo sicuro in cui essere se stesso. “Non vedevo l’ora di finire i compiti per andare a lezione. Lì i pensieri negativi sparivano. Ho capito presto che volevo ballare per tutta la vita”, diventando quel sogno che alla fine ha raggiunto. Non senza sacrifici: feste mancate, rinunce, estati diverse da quelle dei coetanei. “Ma nessuna è stata un peso. Sono felice del mio percorso e non rimpiango nulla”.

Alle medie Mattia è stato vittima di bullismo: ballava, portava i capelli lunghi, amava lo smalto. Un’espressione di sé che per alcuni era disturbante. Ricorda ancora un episodio doloroso: una spinta violenta alle spalle, poi la caduta sull’asfalto e il dolore fisico oltre che emotivo.

A salvarlo è stata la famiglia. “Parlai subito con mia mamma. È stata la scelta migliore. Tenersi tutto dentro fa sembrare i problemi irrisolvibili”. Un messaggio che oggi sente di trasmettere ai più giovani: confidarsi, chiedere aiuto, non restare soli.

Non ha mai smesso di crederci neanche quando ha subito un infortunio che lo ha costretto a fermarsi. Nei momenti più difficili, Mattia ha svelato qual è la sua strategia: fermarsi, dormire, ricaricarsi. “Spegnermi mi aiuta. Quando mi sveglio sono di nuovo prontoCome dice sempre mia mamma, coperta fino al naso e si riparte“. Tanti impegni dunque per il ballerino, che è legato ad Amici, il programma dove oggi lavora ed è cresciuto.

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