Evelina Sgarbi torna a Verissimo: “Non sono la figlia cattiva, sto difendendo mio padre”

Evelina Sgarbi parla ancora del padre Vittorio

Evelina Sgarbi condivide la sua preoccupazione per la salute del padre Vittorio Sgarbi nel salotto di Verissimo

Ospite nel salotto di Verissimo, Evelina Sgarbi è tornata a parlare pubblicamente del delicato momento che sta vivendo suo padre, Vittorio Sgarbi. Un racconto intenso, a tratti doloroso, in cui la giovane ha respinto con forza l’etichetta di “figlia cattiva” che, a suo dire, le sarebbe stata cucita addosso.

La protezione contro tutti

Evelina ha chiarito che le sue prese di posizione non nascono da rancore, ma da una preoccupazione profonda: “Io lo faccio per mio padre, perché ritengo che le persone che gli stanno attorno non siano adatte e che possano fargli del male”. La questione, ormai nota, riguarda anche il tema dell’amministrazione di sostegno e la recente pronuncia del giudice, che avrebbe escluso una mala gestione. Un passaggio che Evelina contesta nel merito e nel metodo, sostenendo che la valutazione clinica non sarebbe stata, a suo avviso, adeguata alla complessità della situazione. “Non mi stupisce, ma sono rammaricata”, ha spiegato, sottolineando di sentirsi sempre più motivata “per principio” contro chi, secondo lei, non tutelerebbe realmente il padre.

Il dolore di un rapporto complicato

Durante l’intervista, Evelina ha anche condiviso un estratto del libro che ha scritto, dove racconta il rapporto difficile con il padre. Parole intime, che parlano di un amore percepito come discontinuo, di una presenza vissuta come intermittente, di una tensione emotiva diventata quasi normalità. “Un padre così ti educa a un amore confuso”, scrive. Un passaggio che ha colpito il pubblico per la sua intensità, mettendo in luce quanto il legame con Vittorio Sgarbi abbia inciso anche sulla sua vita sentimentale.

Evelina ha ammesso di aver affrontato percorsi con psicologi e psichiatri, spiegando come alcune fragilità nelle relazioni amorose affondino le radici proprio in quell’infanzia emotivamente complessa: “Rincorro non per romanticismo, ma per panico”, ha confessato.

Uno dei momenti più toccanti è stato quando ha parlato delle condizioni attuali del padre. Secondo quanto riferito da un amico che lo avrebbe visto di recente, l’intellettuale non sarebbe in una fase di piena ripresa. “Le foto parlano da sole”, ha detto Evelina, lasciando intendere un cambiamento evidente nel giro di pochi mesi. La giovane si è detta demotivata ma non arresa, sperando in una revisione delle valutazioni peritali e ribadendo che, a suo avviso, “uno psicologo non basta” in un quadro clinico così complesso.

Una battaglia personale e pubblica

L’intervista a Evelina Sgarbi ha mostrato una donna combattuta tra dolore privato e esposizione mediatica. Da una parte la figlia che si sente esclusa, dall’altra una giovane che rivendica il diritto di esprimere dubbi senza essere dipinta come ingrata. “Chi vuole continuare a pensarlo, continui a pensarlo”, ha concluso. Ma il suo messaggio è chiaro: la sua non sarebbe una guerra contro il padre, bensì una battaglia per lui. Una vicenda che continua a far discutere e che, ancora una volta, mette sotto i riflettori il fragile confine tra affetti familiari e sfera pubblica.

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