Sanremo 2026, l’attesa è finita: “Le chiacchiere stanno a zero, ora parla la musica”

Sanremo 2026 , le prime idee sui pbrani in gara di Carolina Rey

Il countdown per Sanremo 2026 è iniziato! Carolina Rey svela le prime impressioni sulle prove e le emozioni che precedono il grande evento

Il Festival parte molto prima dell’accensione delle telecamere. Tra prove d’orchestra, look da calibrare e tensione crescente, a Sanremo si respira musica già da giorni. “Sono qui da una decina di giorni e non mi ricordo più se sia giorno o notte”, racconta chi vive il dietro le quinte, come Caroline Rey, protagonista di PrimaFestival e Paolo Sommaruga, giornalista Tg1, intervenuti a 1Mattina, che hanno già assaporato in anteprima i brani. Poi la chiosa che suona come un gong: “Da oggi le chiacchiere stanno a zero. Finalmente Sanremo è davvero Sanremo”.

Le prove generali: un assaggio di palco e adrenalina

Le canzoni sono già passate sotto la lente dei giornalisti, prima a Roma e poi durante le prove aperte all’Ariston. Un’anticipazione preziosa, ma non definitiva. Perché tra tensione, emozione e qualche inevitabile problema tecnico, ciò che si ascolta in anteprima è solo una bozza di quello che accadrà in diretta.

Non puoi mai dire come sarà una canzone sul palco dell’Ariston”, viene spiegato. L’ascolto “freddo”, solo audio, è un’esperienza completamente diversa rispetto alla resa live con orchestra, luci, regia e pubblico. E il palco del Teatro Ariston non è un palco qualunque: 120 metri quadri di scenografia, telecamere che girano intorno, fasci di luce che amplificano ogni gesto. Un luogo che impressiona, anche i più navigati.

Orchestra e pubblico: la differenza la fanno le emozioni

Con l’orchestra cambia tutto. Un arrangiamento può ribaltare la percezione di un brano, far emergere dettagli prima nascosti, regalare potenza o delicatezza inattese. E poi c’è il pubblico in sala, quello delle grandi occasioni: attento, competente, pronto a reagire. Gli applausi diventano un termometro immediato. Durante le prove, spiega Sommaruga, è una vera ovazione per Sal Da Vinci: esibizione passionale, trascinante, con una coreografia capace di accendere la platea. Un segnale che potrebbe pesare anche nelle serate ufficiali.

Tra i nomi che fanno già rumore, secondo Rey, anche LDA e Aka7even, citato come uno dei più energici dal vivo: “Farà ballare tutto l’Ariston”, assicurano in collegamento da Sanremo. E quando la platea si muove, il Festival cambia ritmo.

La sfida dei giovani: sogni e pressione

Carolina Rey ricorda che accanto ai Big, i riflettori sono puntati sulla finalissima dei giovani. In gara Angelica Bove, Niccolò Filippucci e Blind con il suo gruppo: due serate di scontro diretto, poi un solo vincitore. Per loro l’impatto è ancora più forte. Non sono abituati alle grandi platee, alle luci accecanti, al peso mediatico che il Festival porta con sé. L’Ariston può esaltare o intimorire. Ma proprio da questa tensione nascono spesso le sorprese più belle.

Dopo giorni di indiscrezioni, analisi e pronostici, il tempo delle parole lascia spazio alle note. L’orchestra è pronta, il pubblico pure. E come si dice a Sanremo, adesso davvero “le chiacchiere stanno a zero”. Da qui in avanti, parleranno solo le canzoni. Stasera il grande momento italiano.

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