Elettra Lamborghini racconta le sue notti insonni a Sanremo 2026 tra festini bilaterali e party irriverenti. Cosa succede
A Sanremo non si dorme. E se qualcuno prova a farlo, c’è sempre un “festino bilaterale” pronto a svegliarlo. È con la sua solita ironia travolgente che Elettra Lamborghini ha raccontato le notti insonni della città dei fiori, tra musica a tutto volume, party improvvisati e quel tono da diva irriverente che ormai è il suo marchio di fabbrica.
“Altro che nanna, qui serve un megafono!”
“Se non smettono giuro che avviso col megafono!” scherza (ma non troppo) la cantante, raccontando di essere ancora sveglia a notte fonda per via delle feste che animano il centro di Sanremo. E nasce così l’espressione diventata già virale: festini bilaterali. Ma cosa sono? Feste “a due lati”, ironizza qualcuno. Party privati che si espandono tra vicoli e hotel, con musica fino alle quattro del mattino. E mentre qualcuno si gode l’atmosfera, altri – come Elettra – minacciano proteste notturne.
L’immagine è quasi cinematografica: mezzanotte e trenta, via Matteotti ancora piena, gente in coda, musica che rimbalza tra i palazzi. E lei pronta a guidare una manifestazione con tanto di megafono. C’è poi l’altro lato della medaglia. Sul palco del Festival appare come una grande diva: abiti sensuali, silhouette audace, look studiati al dettaglio. Ma chi la incontra dal vivo racconta di una Elettra sorprendentemente autoironica, quasi “buffa” nel senso più tenero del termine.
“Vuole sembrare una diva molto sexy, ma in realtà sembra un cartone animato”, commentano a La Vita in diretta, tra risate e battute. Ed è proprio questa doppia anima a renderla unica: glamour sotto i riflettori, spontanea e sopra le righe dietro le quinte. Il Festival non è solo gara e classifica. È notti infinite, incontri casuali, feste private e racconti che diventano meme nel giro di poche ore. Elettra Lamborghini, nel bene o nel male, riesce sempre a catalizzare l’attenzione. Che sia per un outfit mozzafiato o per una protesta ironica contro i “festini bilaterali”, il risultato non cambia: se ne parla. E forse è proprio questo lo spirito più autentico di Sanremo.
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