Levante e la carezza di Gianna Nannini e la questione della non censura

Levante torna protagonista a Domenica In

Levante racconta a Domenica In lo stupore per il suo incredibile successo e la gioia per la vittoria della serata delle Cover


In una puntata speciale di Domenica In, dedicata a Sanremo 2026, in diretta dal palco dell’Ariston, si alternano emozioni che sono ancora addosso. Levante si lascia andare a un racconto intimo, tra agitazione e gratitudine. Par lei un’incredibile successo, il suo brano è in vetta alle classifiche. Non solo, anche la serata delle Cover, nella quale ha partecipato con Gaia, si è chiusa con la vittoria. Il pensiero va subito a Gianna Nannini: “Le ho detto che speravo di renderla felice con la mia cover. Mi ha risposto: tranquilla, io ti stimo, fai la tua versione. E poi mi ha scritto anche dopo. È stata generosissima”.

Dopo aver portato in passato brani diversi, Levante ha scelto di mostrare un’altra parte di sé. “Sono scissa”, confessa con un sorriso. “Ho un lato animalesco, irrefrenabile, e uno molto intimo. Volevo far vedere al pubblico qualcosa che va oltre la hit”.
Nessuna rincorsa al tormentone, nessuna ossessione da classifica. “È chiaro che non si possono fare hit pari alle originali, ma ogni artista, nel suo intimo, una hit parade delle proprie canzoni la fa”. E tra tutte, ce n’è una che resta la sua preferita. Una dichiarazione d’amore alla musica, prima ancora che al successo.

Parlando proprio della serata che l’ha vista sotto i riflettori per il bacio non ripreso a Gaia, la cantante ha detto che non c’è stata alcuna censura: “La regia aveva già studiato l’inquadratura, non sapevano del bacio, anche perchè non è stato provato, non c’è mai stato nelle prove, Ci tengo a dire che non esiste alcuna censura“.

Le cantanti donne: troppo poche

ll momento più intenso arriva quando si parla di presenza femminile. Alla domanda di un giornalista se non conti più la qualità della quantità, Levante risponde netta: “Non sono d’accordo. Abbiamo un problema di rappresentanza”. Il dato è impietoso: su 100 artisti in classifica in Italia, solo 9 sono donne. In Inghilterra, 32. “Le donne che arrivano su questo palco sono supportate, ma ce ne sono tantissime valide. Il problema è strutturale, non solo di Sanremo”, ha detto l’artista. Un messaggio chiaro, politico nel senso più alto del termine. Non polemica sterile, ma consapevolezza. “Dimostrare che puoi farcela con il tuo stile, da sola, è un segnale importante”.


Lo scorso Festival non l’aveva lasciata pienamente soddisfatta. E qualcuno le chiede: senza questa esperienza, avremmo rischiato di non rivederla più? “No, non credo. Ho imparato che nella vita non esistono il mai e il sempre. Esiste quello che accade ogni giorno”, ha risposto con lam sua schiettezza. Poi la battuta che strappa l’applauso: “Quest’anno Sanremo non è ponente, è stato Levante”. Una chiusura leggera, ma potente. Perché in un Festival spesso dominato dai numeri, lei ha scelto di parlare di identità, libertà e rappresentanza. E l’Ariston, ancora una volta, le ha risposto con un lungo applauso. La rivedremo sabato nella serata speciale annunciata da Corlo Conti, nella quale i cantanti torneranno protagonisti.


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