La giudice Rossella Erra di Ballando con le Stelle rompe il silenzio sulle minacce ricevute: racconta tutto a La Volta Buona
Non più solo body shaming, ma vere e proprie minacce di morte e di violenza fisica. Rossella Erra, giudice popolare di Ballando con le Stelle, ha deciso di rompere il silenzio e di passare alle vie legali contro la violenza che subisce da tempo sui social network.
Il racconto agghiacciante
Ospite di La Volta Buona, la Erra ha ricostruito con tono deciso e commosso la spirale di odio che la investe soprattutto durante e dopo le puntate del programma di Rai 1. “Mi chiamano “vacca”, “palla di lardo”, mi paragonano a un divano. Ma non si fermano agli insulti sul corpo: ci sono auguri di morte, messaggi alle quattro di notte, minacce di botte“, ha raccontato.
Particolarmente grave è emerso un episodio: uno dei suoi avvocati, dello studio Pisani, è stato a sua volta minacciato dopo aver iniziato a occuparsi del caso. “Quando ho saputo che minacciavano anche lui mi sono detta: basta. Se queste non sono solo parole?“, ha spiegato la Erra.La decisione di non bloccare gli haters sui social è stata presa proprio per raccogliere prove. “Non li ho bloccati perché volevo conservare tutto. E ho visto che non ce l’hanno solo con me: chi prova a difendermi viene massacrato a sua volta. Un nonno, un consigliere comunale, persone normali… nessuno è risparmiato“.
Da dicembre la giudice ha iniziato a catalogare sistematicamente screenshot, messaggi privati e commenti. Tutto il materiale è stato consegnato agli avvocati Sergio e Angelo Pisani, pronti a procedere con le querele. “Non voglio più fare la vittima – ha sottolineato – questa volta mi ribello. È diverso“.
L’odio nei confronti di Rossella Erra si intensifica soprattutto quando assegna voti o “tesoretti” contestati durante Ballando con le Stelle, ma non si spegne nemmeno tra una stagione e l’altra. I messaggi arrivano a qualsiasi ora, con toni che spesso superano il limite della semplice critica televisiva per sconfinare nel cyberbullismo e nelle minacce concrete.
Il caso riapre il dibattito sulla violenza online, soprattutto contro le donne che occupano ruoli pubblici o televisivi. Mentre molti commentatori continuano a minimizzare, la decisione di Erra di non tacere più rappresenta un segnale importante: chi minaccia e insulta in modo sistematico deve sapere che rischia conseguenze penali.La Erra ha concluso il suo intervento con un messaggio chiaro: “Io vado avanti. E spero che questa sia la volta buona per dire davvero basta”.
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