Dai progetti presenti a quelli futuri, l’attore turco Can Yaman svela un lato inedito della sua personalità: cosa ha detto
Can Yaman cambia registro. Dopo i ruoli da eroe romantico e d’azione che lo hanno reso uno degli attori più amati del piccolo schermo, il 36enne di Istanbul si prepara a sorprendere il pubblico con Bro, la nuova serie comedy di Prime Video in arrivo nel 2027. Al Corriere della Sera l’attore ha rilasciato un’intervista in cui si racconta con insolita sincerità, parlando di amore, del proprio passato e del peso dell’immagine fisica.
Le rivelazioni inedite dell’attore
Nella serie, prodotta da Lux Vide e diretta da Riccardo Donna e Tobia Campana, Yaman interpreta un brillante avvocato dello studio legale di famiglia, capace nel lavoro ma decisamente impacciato con le donne e spesso sfortunato in amore. Al suo fianco c’è Giovanni Nasta, già collega in Viola come il mare e grande amico nella vita, nei panni del fratellastro spensierato e irresistibile. Due caratteri agli antipodi, costretti a collaborare.
“A chi non è successo almeno una volta nella vita? Soffrire per amore capita a tutti. Quando ami veramente puoi soffrire come chiunque altro”, ha dichiarato Yaman quando gli è stato chiesto se anche lui avesse mai conosciuto le pene d’amore. Un’ammissione che umanizza l’attore spesso percepito come irraggiungibile.
Il progetto Bro nasce proprio dall’intesa con Nasta: “Fin da subito mi ha entusiasmato perché mi dà la possibilità di interpretare un ruolo diverso da quelli che faccio di solito. È un’idea che abbiamo avuto insieme sul set di Viola come il mare, dove ci divertivamo sempre. Abbiamo iniziato a girare pochi giorni fa. Sarà una sorpresa per tutti”.
Yaman ha ricordato di aver già affrontato la commedia in Turchia e di amare le sfide. Il personaggio gli permette di recuperare un lato di sé poco conosciuto: “Quando ero più piccolo studiavo tantissimo e non ero molto socievole. Ero un secchione». La laurea in giurisprudenza, conseguita prima di dedicarsi alla recitazione, diventa così un punto di contatto autentico con il ruolo.Essere figlio unico, ha aggiunto, lo ha reso indipendente e responsabile, anche se «avere un fratello o una sorella sarebbe stato bello”. Sul set, invece, sperimenterà per la prima volta quella dinamica quotidiana.
Particolarmente interessante è la riflessione sull’aspetto fisico, da sempre al centro dell’attenzione mediatica: “So perfettamente che fa parte della mia immagine e non posso negarlo. Ma per me è importante che non diventi un limite. Il fisico cambia, l’età cambia, mentre un attore deve continuare a crescere, studiare e trasformarsi. Per questo cerco ruoli diversi e sfide sempre nuove”.
Guardando al futuro, Yaman sogna di essere “camaleontico, mai ripetitivo» e di lavorare in produzioni internazionali. Non esclude nemmeno la regia, ma solo «quando avrò una bella storia da raccontare e sarò pronto ad assumermi quella responsabilità”.Con Bro, Can Yaman sembra voler dimostrare che dietro al sorriso e al fisico impeccabile c’è un attore desideroso di evolversi. E il pubblico, a giudicare dall’entusiasmo che già circonda il progetto, non vede l’ora di scoprire questo nuovo volto.
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