Katia Ricciarelli racconta il suo matrimonio con Pippo Baudo, tra amori e separazioni a La volta Buona: cosa ha detto
Katia Ricciarelli, ospite di Caterina Balivo a La Volta Buona , ha ricordato con affetto e lucidità il suo matrimonio con Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto 2025. La soprano ha ricostruito i 18 anni di unione, sposati nel 1986, separati nel 2004 e divorziati nel 2007, senza idealizzazioni, spiegando i motivi della fine del rapporto.
La verità di Katia Ricciarelli
“Ci siamo sposati dopo due mesi di fidanzamento. Quando si ha una certa età non ha senso aspettare mesi e anni prima di sposarsi. Pensavamo entrambi che il nostro fosse l’ultimo amore della nostra vita“, ha raccontato. Le nozze furono celebrate il 18 gennaio, giorno del suo compleanno: “Ho detto a Pippo “guarda che la mamma non vuole che io vada in giro con un uomo senza essere sposata”. E lui mi ha risposto “subito subito””. Quando parla di Baudo usa ancora spesso il presente: “per me è come se fosse ancora vivo”.
Sui motivi della rottura, Ricciarelli è stata chiara: “Con Pippo Baudo non ha funzionato perché ad un certo punto fra di noi c’erano silenzi infiniti”. Ha spiegato: “Io giravo molto, lui invece per lavoro stava spesso a casa. Quando tornavo era difficile ritrovare il filo, c’erano dei silenzi infiniti, che è la cosa peggiore. A me piace tanto parlare, al limite litighiamo e poi facciamo pace. Più stai zitta, peggio è. Rompere quel silenzio non si riesce, invece bisogna avere sempre qualcosa da dire, anche banalità, perché il silenzio totale è quello che ammazza“.
Ha ricordato anche le sue gelosie con ironia: “Ero molto gelosa, ho fatto tante scenate. Una volta ho preso la valigia e me ne sono andata. Speravo mi fermasse, ma non lo ha fatto e mi sono trovata sola fuori come una cretina”. E ha tentato di riconquistarlo: “Mi mandavo dei fiori senza biglietto, lui veniva in camerino, li vedeva e non diceva nulla. Così, dopo tre volte, ad un certo punto ho smesso, perché ho speso un sacco di soldi”.
Di Baudo ha parlato con stima: “Era simpatico, amava molto le battute, amava ridere ed era un grande artista. E nessuno può dire nulla su questo. Insieme eravamo proprio belli, una bella coppia“. Un intervento misurato e sincero, che restituisce il ritratto di una relazione intensa, nata in fretta e consumata dalla distanza e dal silenzio, senza rancori.

