Jonathan Kashanian rievoca il suo viaggio al Grande Fratello, parlando di sogni, provini e scelte di vita dopo il suo percorso
Una semplice chiacchierata tra i primi protagonisti del GF Vip 9 si trasforma in un lungo viaggio indietro nel tempo per Jonathan Kashanian. A 22 anni di distanza dalla sua prima esperienza nella Casa, Jonathan ha raccontato ai compagni come arrivò al Grande Fratello nel 2004. E dietro quella partecipazione c’è una storia fatta di sogni, provini, una grande delusione e una telefonata arrivata quando ormai aveva smesso di crederci.
Un sogno da Chirurgo e una partecipazione al Grande Fratello
Jonathan racconta di essere sempre stato bravissimo a scuola e di avere inizialmente immaginato per sé un futuro completamente diverso. “Io volevo fare il chirurgo plastico”, confessa. Ma dopo il diploma e un lungo viaggio da solo in Estremo Oriente, tra India, Nepal e Cambogia con lo zaino in spalla, qualcosa cambia.
Già durante l’esame di maturità, però, qualcuno aveva intravisto in lui una strada differente. Jonathan ricorda ancora le parole della presidente della commissione: “Giovanotto, mi sembra di aver fatto l’esame a Vittorio Gassman“. Poi, secondo il suo racconto, arrivò un consiglio che non avrebbe più dimenticato: “Mi prometta di non chiudersi in un ufficio e di avere il coraggio di fare quello che sa fare bene, perché è sì bravo, è metodico, ma lei deve fare l’uomo di spettacolo”.
Dal provino a Schio alla delusione: “Ero un ragazzino che sognava questa cosa”
Tornato dal suo viaggio, Jonathan comunica ai genitori la decisione: niente università, voleva provare a lavorare nello spettacolo. Comincia con piccoli lavori e provini, passa dalla moda e studia anche a Milano. Poi, nel 2003, scopre che stanno per chiudersi le selezioni del Grande Fratello. “Ragazzi, io voglio fare un provino”, dice agli amici.
L’ultimo casting si teneva a Schio, in Veneto. Jonathan parte accompagnato dalla sua migliore amica, con una macchina prestata dal fratello e un look impossibile da non notare: lunghissimi rasta. Al centro commerciale trova tantissime persone in fila, ma qualcuno dello staff lo nota: “Tu, vieni!”. Il primo video dura appena un paio di minuti. Una settimana dopo arriva la telefonata: vogliono rivederlo.
Da quel momento comincia una lunga serie di contatti, incontri e visite mediche. Jonathan è convinto che il sogno stia per realizzarsi. Ma l’edizione parte e lui non entra. “Nessuno ti chiama per dirti no. Io ero un ragazzino di vent’anni che sognava questa cosa e mi ricordo che ci sono rimasto di merda”. A consolarlo è sua madre: “Tesoro, si vede che non era la tua cosa, non ci rimanere male”.
Jonathan prova così ad andare avanti e parte con la famiglia per una vacanza in Turchia. Ed è proprio lì che succede l’imprevedibile. Durante un giro in barca a vela squilla il suo vecchio cellulare. Dall’altra parte c’è nuovamente la redazione del Grande Fratello. “Sei Jonathan? Siamo dalla redazione del Grande Fratello”.
La prima reazione è quasi di rifiuto. Dopo la delusione precedente non voleva ricominciare tutto da capo. Ma gli spiegano che non avrebbe dovuto ripetere l’intero percorso: lo conoscevano già e volevano semplicemente rivederlo. Jonathan cambia il volo, torna a Milano, prende la macchina e raggiunge Roma. Questa volta il finale è completamente diverso: il 23 settembre 2004 entra nella Casa.
Il peso del successo
Jonathan ricorda quell’esperienza come qualcosa che oggi sarebbe quasi impossibile replicare. Non esistevano ancora i social come li conosciamo, i reality erano pochissimi e il Grande Fratello poteva trasformare una persona completamente sconosciuta in un volto riconosciuto ovunque nel giro di poche settimane. “Uscendo non potevi uscire di casa, veramente, perché si fermavano le macchine, i tram, le auto”. E aggiunge: “Da sconosciuto, anonimo, uscivi e sembravi più famoso di Brad Pitt. Io non ho fatto niente, perché, cosa volete?”.
Una popolarità improvvisa che ammette di aver vissuto anche con difficoltà: “Era una roba che mi ha un po’ scioccato. Finché mi sono ripreso ci ho messo tanti anni”. Oggi, tornando nella Casa e parlando con ragazzi che hanno l’età che aveva lui allora, Jonathan vede un mondo completamente diverso. Secondo lui i social hanno dato praticamente a tutti un piccolo “Grande Fratello”: basta uno smartphone per raccontarsi, farsi conoscere e costruire il proprio pubblico.
Ventidue anni dopo, però, per Jonathan il cerchio sembra essersi chiuso. Quel ragazzo, che nel 2003 rimase fuori dal reality, è tornato nella Casa che gli cambiò la vita. E questa volta sa perfettamente cosa può esserci dietro quella porta.
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