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Kurt Cobain, un ricordo nel ricordo: la sua ultima lettera

Kurt Cobain, 28 anni fa si spegnava il frontman dei Nirvana tra polemiche e domande sulla sua morte, il mito non si è mai spento

KURT COBAIN, L’ANIMA IMMORTALE DELLA MUSICA- “Nirvana significa liberazione dal dolore, dalla sofferenza e dal mondo esterno e questo si avvicina al mio concetto di punk” , queste le parole del cantante Kurt Cobain che nel marzo 1987 fece la sua prima apparizione nella musica e da lì a poco divenne il mito del rock. Il suo primo grande amore furono i Melvins, che lo ispirarono e con i quali ha passato l’ adolescenza; cresciuti in piccole città dello stato di Washington, la loro amicizia è stata messa a dura prova quando Cobain è stato arruolato per collaborare alla scrittura del maggiore di Melvin. Inizialmente fu considerato, come anni prima Bob Dylan, “portavoce” di una generazione, sebbene l’artista non gradisse.

Il suo nome è destinato a rimanere eterno, dalla sua vita sconnessa, alla separazione dei suoi genitori vissuta in uno stato di ribellione. I suoi pezzi inizialmente sono al limite dell’ascoltabile e i temi erano molto accesi e duri, un gotico per la nuova generazione. Il capellone tutta energia non si sarebbe mai aspettato tutta questa celebrità e la sua privacy violata probabilmente in una psiche già affetto da problemi ha fatto il resto. Venne trovato morto nella sua casa di Seattle, l’autopsia fissa nel 5 aprile 1994, il giorno della sua morte, probabilmente sotto l’effetto di droghe, il suo corpo viene ritrovato solo tre giorni più tardi da un elettricista, Gary Smith, della Veca Electrice e benché ufficialmente si trattasse di un suicidio, negli anni seguenti si è sviluppato un acceso dibattito sulle cause della sua morte.

Vi amo. Vi amo“, si conclude così la sua ultima lettera, al suo amico immaginario Boddah, prima di togliersi la vita in un messaggio struggente, nella sua lucida e insensata follia.

A Boddah
Parlando con la lingua di un sempliciotto con esperienza che ovviamente preferirebbe essere un bambino lamentoso e rammollito. Questa nota dovrebbe essere abbastanza semplice da capire. Tutti gli avvertimenti del corso base di punk-rock nel corso degli anni, da quando sono stato introdotto, potremmo dire, l’etica dell’indipendenza e l’abbraccio della tua comunità, si sono rivelati veri. Non provo eccitazione nell’ascoltare e nel creare musica o nel leggere e scrivere da troppi anni. Mi sento in colpa oltre ogni dire per queste cose. Per esempio quando siamo nel backstage e le luci si spengono e inizia il ruggito eccitato della folla, non mi fa lo stesso effetto che faceva a Freddie mercury, che sembrava amare, crogiolarsi nell’amore e nell’adorazione della folla che è qualcosa che io ammiro e invidio. Il fatto è, non riesco a prenderti in giro, nessuno di voi. Semplicemente non è giusto per voi o per me. Il crimine peggiore a cui posso pensare sarebbe fregare le persone fingendo che mi stia divertendo al 100%. Certe volte mi sento come se dovessi timbrare il cartellino prima di salire sul palco. Ho provato con tutte le mie forze ad apprezzarlo (e lo faccio, Dio, credimi, ma non è abbastanza). Apprezzo il fatto che io e noi abbiamo toccato e intrattenuto tante persone. Devo essere uno di quei narcisisti che apprezzano le cose solo quando non ci sono più. Sono troppo sensibile. Ho bisogno di essere leggermente insensibile per recuperare l’entusiasmo che avevo da bambino. Nei nostri ultimi 3 tour, ho apprezzato molto di più tutte le persone che ho conosciuto personalmente, e come fan della nostra musica, ma non riesco a superare la frustrazione, il senso di colpa e l’empatia che ho per chiunque. C’è del buono in ognuno di noi e credo semplicemente di amare troppo le persone, così tanto che mi fa sentire fottutamente triste. Il piccolo triste, sensibile, ingrato, Pesci, uomo Gesù. Perché non ti diverti e basta? Non lo so! Ho una dea di moglie che trasuda ambizione ed empatia e una figlia che mi ricorda troppo com’ero, piena di amore e gioia, che bacia ogni persona che incontra perché tutti sono buoni e nessuno le farà del male. E questo mi terrorizza al punto che vado avanti a stento. Non posso sopportare il pensiero che Frances diventi il miserabile, autodistruttivo rocker che sono diventato io. Mi è andata bene, molto bene, e ne sono grato, ma da quando ho sette anni, sono diventato pieno di odio verso l’umanità in generale. Solo perché sembra così facile per la gente andare d’accordo. Solo perché amo e mi dispiace troppo per le persone probabilmente. Grazie a tutti dal profondo del mio bruciante nauseato stomaco per le vostre lettere e la preoccupazione negli anni passati. Sono un bambino troppo incostante e lunatico! Non ho più passione, perciò ricordate, è meglio bruciare subito che spegnersi lentamente.

Pace, amore, empatia.
Kurt Cobain
Frances e Courtney, sarò al vostro altare.
Ti prego resisti Courtney, per Frances.
Per la sua vita, che sarà molto più felice senza di me.
VI AMO, VI AMO!”

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