Claudio Lippi, la telefonata choc dall’ospedale con Corona: “Sono in terapia intensiva”

Corona parla con Claudio Lippi da un ospedale

Claudio Lippi e Corona: la conversazione difficile in ospedale e le parole senza filtri del noto conduttore

Parole dure, crude, senza filtri. Claudio Lippi riappare al centro dell’attenzione in una conversazione telefonica privata che lo ritrae in uno dei momenti più difficili della sua vita. Una telefonata avvenuta mentre si trova ricoverato in ospedale, addirittura in terapia intensiva, e resa pubblica nel contesto del racconto mediatico che coinvolge Fabrizio Corona. L’ex re dei paparazzi, durante una puntata di Falsissimo, pubblica le sue parole.

La telefonata dall’ospedale

Nel dialogo, Claudio Lippi parla con una franchezza disarmante. Non c’è spettacolo, non c’è costruzione narrativa: solo lo sfogo di un uomo provato da vent’anni di sofferenze, come lui stesso racconta. “Sono in una merda di ospedale, in terapia intensiva, senza sapere se ho un tumore a un polmone”. Una frase che pesa come un macigno e che restituisce la fotografia di una condizione fisica e psicologica estremamente delicata. Lippi chiarisce di aver scelto di confidarsi solo con Corona, non per cercare clamore, ma per un “aiuto diverso”, lontano dai riflettori tradizionali.

L’amarezza e la rabbia

Nel corso della telefonata emerge anche una forte rabbia verso un mondo che il conduttore definisce “marcio”, incapace – a suo dire – di distinguere chi fa davvero del bene da chi provoca danni irreparabili. “Mi imbarazza dirti quanto bene stai facendo a un mondo che non so quanto riuscirai a modificare nella sua ormai marcia sufficienza”. L’ex conduttore lascia intravedere una profonda disillusione, ma anche il bisogno urgente di sfogarsi, di essere ascoltato, in un momento in cui la fragilità prende il sopravvento.

Nel dialogo, Lippi torna anche sul suo lungo passato televisivo. Alla domanda su quanti anni abbia fatto Buona Domenica, la risposta è secca e simbolica: “Dal 2000 al 2020”. Venti anni che coincidono quasi perfettamente con il periodo di sofferenze a cui fa riferimento. Un legame temporale che rende ancora più amaro il bilancio di una carriera lunga, popolare, ma vissuta – almeno in parte – tra difficoltà personali e silenzi.

Quella che emerge dalla telefonata non è l’immagine patinata del volto televisivo, ma quella di un uomo stanco, spaventato, che parla di malattia, paura e solitudine senza protezioni. Il riferimento alla possibilità di un tumore ai polmoni, pronunciato con lucidità ma senza certezze, restituisce tutta l’angoscia dell’attesa e dell’incertezza.

La conversazione telefonica di Claudio Lippi non è un atto di accusa né una provocazione: è uno sfogo umano, nudo, doloroso. Un racconto che mette da parte la televisione e riporta tutto all’essenziale: la fragilità di un uomo che, dopo aver dato tanto al pubblico, oggi combatte una battaglia privata, lontano dalle luci dello studio e molto più vicino al silenzio di una terapia intensiva, lontano da coloro che pensava amici e che Corona, nonostante il rumore mediatico in cui è coinvolto, vuole denunciare.

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