A raccontare la storia è proprio un quotidiano del posto che svela dell’epidemia di Hantaravirus del 2018-19
Al centro di una delle epidemie più inquietanti degli ultimi anni c’è una storia che oggi torna a far discutere. È quella di Víctor Díaz, il cosiddetto “paziente zero” del focolaio di Hantavirus che nel 2018-2019 colpì Epuyén, in Argentina. Un caso che, alla luce dei nuovi contagi registrati su una nave da crociera, sta riaccendendo l’attenzione internazionale.
La storia insegna
Secondo quanto ricostruito da un noto quotidiano argentino, La Nation, la vicenda iniziò con una sottovalutazione che si sarebbe rivelata fatale. Tutto ebbe inizio in una domenica apparentemente normale. Víctor Díaz si presentò all’ospedale rurale lamentando sintomi simili a un comune raffreddore. “Prendi un appuntamento e torna durante la settimana”, gli dissero. Non era il giorno giusto per una visita. E lui, inizialmente, accettò.
Ma le sue condizioni peggiorarono rapidamente. Debolezza, brividi, dolori muscolari: segnali che nessuno, in quel momento, collegò a qualcosa di più grave. Nemmeno il medico che, solo un mese dopo, avrebbe firmato la prima comunicazione ufficiale sull’epidemia di Hantavirus.
Quello che nessuno poteva immaginare era che proprio quell’uomo sarebbe diventato il primo caso di una catena di contagio destinata a trasformarsi nella più grande epidemia registrata nel Paese.
L’Hantavirus, nella sua variante delle Ande meridionali, è uno dei pochi virus al mondo in grado di trasmettersi da persona a persona. Ed è proprio questo aspetto che ha reso il focolaio di Epuyén particolarmente pericoloso. Nel giro di poche settimane, il virus si diffuse rapidamente: 34 casi confermati e 12 morti tra Argentina e Cile. Famiglie distrutte, comunità in allarme e una lunga fase di incertezza.
Secondo le ricostruzioni, uno dei momenti chiave potrebbe essere stato una festa di compleanno, alla quale parteciparono diverse delle prime persone contagiate. Un evento che, con il senno di poi, potrebbe aver rappresentato il punto di svolta nella diffusione del virus. Díaz, però, ha sempre avuto dubbi. Non ha mai saputo con certezza dove abbia contratto il virus.
Tra le ipotesi, anche una zona boschiva frequentata per la raccolta di funghi, dove furono trovati roditori infetti. “Ho fatto mettere trappole in casa, ma non c’erano topi”, ha raccontato. Un dettaglio che alimenta ancora oggi i dubbi sulle reali modalità di trasmissione.
A rendere la situazione ancora più drammatica fu la mancanza di informazioni. Nei primi giorni, nessuno parlava di contagio tra persone. “I medici mi dissero che non ero contagioso”, ha ricordato Díaz. E così, senza mascherine né protezioni, il virus continuò a circolare.
Solo settimane dopo arrivò la conferma: si trattava di Hantavirus. Ma ormai il contagio si era già esteso, colpendo anche la sua famiglia. La figlia si ammalò poco dopo, mentre l’ex moglie perse la vita nei primi giorni del 2019.
Il sistema sanitario locale si trovò impreparato. Ospedali senza dispositivi adeguati, comunità lasciate senza indicazioni precise e una gestione iniziale definita da molti “confusa”. Solo con l’introduzione dell’isolamento domiciliare obbligatorio, a gennaio, la diffusione iniziò a rallentare. Una misura drastica, ma decisiva.

Oggi, a distanza di anni, quel caso torna sotto i riflettori. I nuovi episodi registrati sulla nave da crociera MV Hondius hanno riacceso l’interesse degli esperti, che guardano proprio a quanto accaduto a Epuyén per capire come contenere eventuali nuovi focolai.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha già avvertito: potrebbero emergere altri casi nelle prossime settimane, considerando il lungo periodo di incubazione del virus, che può arrivare fino a otto settimane.
Resta però una domanda fondamentale: si poteva evitare?
Secondo molti residenti, sì. “Quello che mancava era la prevenzione”, hanno raccontato all’epoca. Informazioni tardive, misure insufficienti e una sottovalutazione iniziale che ha avuto conseguenze pesantissime. Una lezione che oggi, alla luce dei nuovi casi, il mondo non può permettersi di ignorare.
Continua a seguire Angolo delle Notizie. Siamo anche su Telegram e WhatsApp

